San Martino
di Leandro Pareschi
L’acqua del canale rifletteva già la luce dei lampioni della piazza lì affianco.
Camminavano sul marciapiede del ponte e l’uomo osservava i riflessi nell’acqua. Alzando lo sguardo vedeva ancora le nubi lontane, rossastre.
«Non sarà tardi?» disse la donna.
«Non credo, non vedi che c’è ancora qualcuno?»
«Però forse non ne hanno più.»
«Sì che le hanno, ne preparano sempre delle buste in più.»
«Per te?» chiese ironica.
«No… per chi le compra.»
Al termine del ponte attraversarono la strada ed entrarono nella piazza. Era chiusa al traffico, quel pomeriggio.
«Lo sai che è mio zio che le cuoce?»
«Da solo?» chiese la donna.
«No, sono sempre almeno due o tre.»
«E il taglio chi lo fa?»
«Si mettono in quattro o cinque, il pomeriggio presto, là sulle panchine, vicino al gazebo dove vendono le torte e le castagne.»
«E il vin brulé?»
«C’è anche quello.»
«Io voglio assaggiarlo.»
«Ecco, di quello non so se ne hanno ancora, non possono tenertelo lì per ore.»
«Ti pareva!»
Arrivarono al gazebo. Le torte erano finite, cominciavano a mettere in ordine per liberare lo spazio della piazza. I catini bucherellati dove cocevano le caldarroste erano già chiusi e spenti. La festa della breve estate era terminata.
«Ciao Rita, avete ancora delle castagne?» disse l’uomo alla ragazza che stava al gazebo.
«Ciao Massimo! certo, quante ne vuoi?»
«Due buste, quant’è?»
«Quattro euro… hai visto che caldo stavolta?»
«Certo! l’hai sentito anche tu?»
«Ooh! neanche un po’!»
«San Martino freddo quest’anno…»
Prese le due buste e una la diede alla donna. La sua la chiuse per bene e se la infilò in tasca.
«Ci siamo persi tutta la gente, le chiacchiere…»
«E il vin brulé.» disse la donna.
«Tutta colpa tua.»
«Perché? Sei tu che ti sei addormentato!»
«Appunto, potevi svegliarmi!»
«Ma che ne sapevo che ti interessava tanto andarci?»
«Ma se ogni anno non vedo l’ora di andarci solo per le castagne!»
La donna prese una castagna, la sbucciò e la mangiò. Lasciò cadere la buccia nell’acqua del canale. Lui la guardò cadere, finché riuscì. La luce del sole non c’era più e i lampioni riflettevano forti sull’acqua.
Alla donna parve che lui fosse un po’ triste.
«Te le faccio io le castagne, amore, quando vuoi.» disse.
L’uomo si godeva il calore che la busta ancora tiepida diffondeva nel giubbotto e ricordava quando, bambino, rubava i soldi ai genitori, per comprarne tre o quattro, di quelle buste.
«Non è la stessa cosa.» disse lui.

