di Paolo Azzoni
INDICE:
IV. - Colloquio d'un'anima affacendata, con Gesù
I. - LA LUCE DENTRO LE COSE
Non era previsto (non stupirti, l'amore è novità)
che tu, raggio di luce, da Luce che non muore,
in materia ti spegnessi e solidità:
impatto silenzioso, senza un gemito del cuore.
Assenza e buio fu tua sorte
in quell'attimo-non attimo che il nulla della morte
ti rivelò amore.
Non era previsto. Risorgesti. E delle cose,
dentro ad esse silenziose,
ti facesti canto:
non più luce soltanto
ma infiniti colori;
né più dolore.
II. - ATTESA, SEMPRE
Foglie secche calpesto
Silenzio,
dopo parole
e buio attendo
per luce
nuova
più scuro.
Non fare
Rimani
“il tempo è compiuto”:
ora si vive
s’attende.
Così ora so
Che solo amor
Mi fa
d'attendere capace.
III.
Sulla porta del bisogno
Siamo tutti accattoni
Ma l’elemosina non serve
Di denari o pane
Né chiedo io,
tu od altri non so,
sguardo d’amore
o mano amica.
Verranno forse
L’uno e l’altra,
ma mani e cuore
aperti tengo
e attesa vivo
solo
per ciò che mi fa male.
IV. - COLLOQUIO D’UN’ANIMA AFFACCENDATA, CON GESU’
Corri, anima mia,
làdove più ti aspetto:
molto lavora
svelta
e a tutti attenta.
Affacendata
allor mi vuoi,
pur negli affari Tuoi?
Tu non capisci ancor
Che, d’ogni impegno,
son io la fonte
qui
da questo Legno!
Or non mi muovo più
né più “perché”
io grido al Padre
Te
sto aspettando, qua.
Ma del venir non so, non posso.
Nel vortice son preso.
Se Tu non gridi
pur te ne stai appeso.
Fermo.
E soffri.
Per Te lavoro,
per Te
mi sento offeso
dal carico del fare.
So che ti vuoi fermare
e pensi che l’amore
sia pace e quiete intensa.
Ma guardami alla fine!
E’ vero sono stanco
ogni minuto
arranco
fra impegni
e frenesie.
Ma a Te sempre è rivolto
Lo sguardo mio d’amore.
Non lamentarti allora
E in Croce sali.
Immobile
o tormentato andare
sol da quassù si vede
che ciò che conta è amare.
V.
Stai su
Non abbatterti
Impara la lezione dei fiori
Che
Anche recisi
Dicono sempre una sola parola:
Amore.
Paolo Azzoni: autoritratto
Sono nato ad Asola (Mn) il 9/5/47. Ho fatto ufficialmente solo studi scientifici (Liceo Scientifico-Medicina e Chirurgia-Oncologia-Medicina Palliativa) ma, seguendo le propensioni che mi sento dentro, a latere, ho sviluppato altrettanto intensamente una cultura umanistica rivolta alla lletteratura, alla filosofia,alla storia dell'arte ed all'espressività artistica figurativa. Non credo che siano immuni da queste mie scelte i genitori: la mamma,casalinga, ha avuto la funzione di sviluppare in me un profondo senso del dovere (dimensione etica) ed il papà, uomo di grande cultura, insegnante, redattore della terza pagina del quotidiano locale “Gazzetta di Mantova” e giornalista RAI, mi ha educato alla bellezza, semplicemente portandomi, fin da piccolo, sempre con sè. Poche parole, ma tanta vita. Così è fiorita in me la nostalgia della bellezza, sfigurata nei malati d'ospedale che andavo a visitare con lui, che doveva fare anche la cronaca nera, e che come medico avrei potuto riportare non tanto alla salute quanto alla... bellezza. Nello stesso tempo, mi ha educato direttamente, per i musei visti con lui, i monumenti, le letture che mi consigliava, alla sensibilità estetica.
Poi è arrivato l'incontro con Dio, cioè con Gesù Abbandonato, prima solo Ente Morale, poi Persona quindi bello, o meglio, Bellezza Incarnata.

