Estetica

 

 

di Massimiliano Colucci

 

 

 

 

 

Non ricordo se non la notte.

Come a Penuel, l’invincibile

ottusità umana tardi

lasciò spazio alla Grazia.

 

Chiusi e detersi gli occhi,

li spalancai al buio…

Sapevo le cose intorno:

processione di presenze,

forme senza colore,

finalmente un’evidenza

nata oltre la ragione.

 

L’occhio vede ma non guarda,

stordita iride di luce,

mania e fretta di possesso…

Forse nella cecità,

quando la figura scompare,

si può guardare il dolore,

l’ineliminabile resto,

la ferita del creato,

diaframma nella vita.

Profilo di Sheol profondo:

è l’enigma della bellezza?

 

Ora taci trasparenza,

taci città che dormi.

Tardi me ne vado zitto

nel ventre dell’anima.

Unico rimane intatto

il dolore, sempre lo stesso.

 

 

 

 

 

 

 

Estetica è pubblicata in AA.VV., Luce e Notte. Esperienza dell'immagine e della sua assenza, Lietocolle, Faloppio (CO) 2008.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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