Giona

 

 

di Massimiliano Colucci

 

 

 

 

 

Se il vento entra nella ferita

Come preghiera nel tabernacolo

Il giardino cessa di fiorire

En-gaddi non è più la stessa

Ci ho pensato a lungo, sai

Dai tempi del santuario

Del toro di Dan

Il vento grida

senza parole

E il deserto non ascolta

Non monda la cascata

Richiama indietro Elia

Di Uriah non turba il sonno

Se il vento entra nella ferita

Il cherubino è ormai spezzato

Se il fragore del mare

Se il fragore non cessa

Non scopre il silenzio di Giona

Resterà la perla

frutto amaro

Di un’immacolata rassegnazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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