Suono e Frastuono
di Massimiliano Colucci
Non conosco il rumore della notte:
solo il limite sottile
dove il buio diviene dolore.
Le voci della creazione
che salgono dalla polvere
graffiano le ombre
che compongono il sorriso.
Meglio vegliare, allora;
ascoltare nei respiri
le esistenze non dette,
le vite impronunciabili,
gli inganni che il giorno
indifferente accoglie
e che la verginità notturna
conosce come parola
sottilmente incisa
ai margini del sogno,
come tanti nomi umani.
Ma non vedi?
Il pugno acido che erode
la preghiera nella gola
è una malattia insonne
che l'amore non cura...
Lo stupore della carne
non è per la salvezza che ritarda,
ma per come dura il mondo:
per come regge il telaio
quando la sinderesi che tesse
è fragile quanto il silenzio.
Perciò la pace del buio,
su questo coro
che non ha tregua,
ha l'inquitudine
d'un cane ferito,
d'un refaim senza perdono.
Il canto del mattino
ignora e teme il cuore:
lo spazio dove lo spirito
stordito impronta
una forma che non dà scampo.
Suono e frastuono è pubblicata in G. Valera Gruber (cur.), Voci/Silenzio - Voices/Silence, Ibiskos Editrice Risolo, Perugia 2009.

