"Olive comprese"
di Leandro Pareschi
Autore: Andrea Vitali
Titolo: Olive comprese
Casa editrice: Garzanti, 2006
Trama
La vicenda si svolge sul lago di Como, nel paese di Bellano, alla fine degli anni ’30. La trama si snoda in quattro parti, separate temporalmente l’una dall’altra e segue le vicende di un gran numero di personaggi. I motori di tutte le vicende sono quattro amici ormai adulti, un po’ scapestrati, che sono il pensiero principale del maresciallo dei carabinieri del luogo. A differenza di quanto dice il risvolto di copertina, potrebbe essere il maresciallo stesso il protagonista, mentre i quattro sono soltanto i comprimari di una girandola di personaggi che popola il racconto, tutti fondamentali e importanti ai fini della vicenda (almeno una trentina, o forse più). Tutto parte da un’ennesima "marachella" dei quattro, che convince il maresciallo a trovare una soluzione definitiva per farli rinsavire e liberare il paese dalle loro malefatte. Attraverso il concorso di molti personaggi (il podestà, sua moglie, una specie di indovina, le famiglie dei quattro, il parroco, e tanti altri…) il maresciallo riuscirà nello scopo. Ma prima di giungere alla conclusione del suo lavoro passeranno alcuni anni e molte vicende che si intrecciano tra loro. Tutto il paese interviene nel racconto, nel quale si mescolano e incrociano le storie di molte vite e tutte concorrono a spiegare le azioni dei protagonisti e a trovare le soluzioni ai problemi del maresciallo. Ci sono le stranezze, le gelosie, le debolezze, i segreti di famiglia, gli intrighi tra i personaggi, tutto un complesso intersecarsi di storie che si ostacolano e si completano a vicenda. E alle vicende del paese si intrecciano pure quelle del periodo storico, con la conquista dell’Etiopia, la guerra civile in Spagna, la presenza del partito fascista nella vita quotidiana. Impossibile riassumere tutta la storia. Andrebbe letta.
Messaggio
È difficile dare un commento sul messaggio, in quanto non ne ho trovata traccia. Sicuramente il libro ha il pregio della coralità degli avvenimenti, ma manca un vero punto unificatore. Al termine della lettura in effetti ci si chiede: ma il punto, qual era? E questo è il problema: non c’è (o se c’è non è facile da cogliere) un senso profondo nella storia: essa è soltanto il resoconto di decine di vite che si intersecano (con grande maestria dell’autore, senza dubbio) e si confondono, ma non c’è un senso sottostante a tutto (se non forse quello esplicitato dall’immagine all’interno della copertina rigida, cioè la riproduzione di un tariffario di una casa di tolleranza d’epoca fascista…).
Stile
Lo stile è quasi sempre leggero, scorrevole ed appassionante. La lettura procede veloce e senza grandi inciampi, dando al lettore una sensazione di leggerezza e di facilità nella lettura, come se facesse parte del racconto egli stesso, nonostante a volte vengano usati termini del parlato. Tutto ciò nella maggior parte del racconto. A volte però l’autore pretende un po’ troppo dai suoi lettori: prima di tutto è improponibile che possa credere che, dopo una digressione di cinquanta pagine (per quanto necessaria), il lettore ricordi la prima battuta di un dialogo iniziato appunto cinquanta pagine prima e che continua dopo la digressione, insieme al motivo della discussione stessa.
Inoltre ci sono molti, forse troppi, nomi e cognomi, spesso anche soprannomi, spesso molto simili tra loro. Il problema, come già detto, è che quasi nessuno di questi è meno importante di altri. Di conseguenza il lettore si trova a dover ricordare circa una trentina di nomi, cognomi e soprannomi, molti che però compaiono soltanto una volta ogni cinquanta o più pagine.
Un giudizio finale:
da leggere in bagno
Perché? Per chi ama leggere storie pure e semplici è un’ottima lettura. Sono d’accordo con le critiche stampate sulla sovraccoperta: qualcuno definisce Vitali soltanto un "narratore", quale in effetti è, e qualcun altro dice, giustamente, "che sa raccontare, ha la felicità del racconto". Ma nulla più.
Oltre a questa "felicità di racconto" non c’è altro, per questo lo considero una lettura bella, interessante, divertente, ma di certo non adatta a chi si aspetta di ricavarne qualche riflessione sulla vita o su qualche altro tema. Ottimo quindi per chi ha voglia di leggere solo per passare un po’ il tempo, in mancanza di altro da fare.
E non si può evitare una bacchettata al titolo, del tutto inappropriato sia alla storia (per la scarsa importanza che ne riveste all’interno) sia a trasmettere il senso del tutto. Aspettarsi di trovare questo senso nel titolo è una delusione e anzi, a pensare al motivo di quel titolo si finisce a credere che l’autore non sia davvero in grado di dare la giusta importanza alle cose che la meritano (ovviamente non posso dire a cosa mi riferisco… dovreste leggerlo).
In conclusione: al signor Vitali i miei complimenti per lo stile, la fantasia, gli intrecci e la sua capacità di tenere insieme una storia del genere, ma la prossima volta cerchi di dire qualcosa, non solo di far vedere qualcosa.

