È iniziato tutto due anni fa. Era l’estate del 2005, agosto per la precisione, e mi trovavo a Trento, in compagnia di molti amici. Mi venne consegnata una busta chiusa e la ragazza che me la diede non volle dirmi chi me la mandava.
Dentro vi trovai alcuni fogli.
Erano due racconti, che io avevo scritto alcuni anni prima, ma intervallati da righe non mie. Vidi la firma in calce al testo e subito capii chi era il mittente: H.P.L.
Soltanto una persona poteva permettersi di usare le sole iniziali. Nemmeno il maestro E.A. Poe poteva farlo, ma il suo più grande discepolo, evidentemente, sì.
H.P.L. (cioè Howard Phillips Lovecraft, per chi non fosse pratico della materia) commentava, come vedrete poi, quei due racconti. Credo che i testi gli fossero giunti tramite alcuni dei miei colleghi scrittori… (potete ben immaginare chi) a mia insaputa ovviamente. Mi stupì molto ricevere una lettera dal grande Howard.
Ma non finì qui.
Pochi mesi dopo un nostro amico, musicista, ma imbarcatosi estemporaneamente nella scrittura, ricevette anch’egli una recensione del H.P.L.
Tutti noi la leggemmo e cominciammo ad entrare in contatto con quel gruppo di “scrittori del terrore salariati del New England”, di cui fino ad allora non immaginavamo l’esistenza.
Ma ancora non era finita. Nel giro di pochi giorni fu E.A. Poe a contattarci per prendere pubblicamente le distanze dalle opinioni del H.P.L….
Da allora, periodicamente, si susseguono le incursioni dei due maestri nei nostri scritti, campo in cui trovano spesso motivi di contesa, stanti le diverse concezioni ch’essi hanno della scrittura orrorifica.
Qui di seguito trovate allora i nostri scritti insieme ai commenti dei nostri due “zii” (in senso letterario), che ormai hanno imparato a volerci bene nonostante le nostre prodigiose lacune nel campo della narrativa del terrore… Forse siamo noi che non vogliamo imparare a scrivere meglio, seguendo i loro consigli, per il timore di non ricevere più le loro recensioni… ormai pure noi ci siamo affezionati a loro.
Ovviamente non possiamo esimerci dal pubblicare integralmente quello che essi dicono, seppure ciò comporta che voi dobbiate leggere pure le critiche che si indirizzano l’un l’altro e le staffilate (spesso maligne) che si lanciano, come fossero due vecchietti mai potutisi sopportare.
Si comincia giustamente in ordine cronologico, con le prime recensioni che ci sono arrivate, quelle di cui vi ho già detto.
Nota: si troveranno, nei commenti, delle note lasciate da noi curatori del sito, le quali indicano uno o più racconti a cui i nostri due amici commentatori si riferiscono, a volte velatamente. Per chi fosse maggiormente interessato a capire i loro sproloqui consigliamo di leggere tali racconti.
Viene indicato il nome del racconto, prima in inglese, poi in una traduzione italiana (a volte i titoli in italiano differiscono leggermente, per questo motivo è indicato l’originale) e di seguito le iniziali dell’autore, rispettivamente EAP e HPL.
Leandro Pareschi
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