A Leandro Pareschi, 13 agosto 1925
Gentilissimo amico,
ho ricevuto volentieri il manoscritto con i Suoi racconti: ne ho scartati senza incertezza alcuni, mentre ho letto i due seguenti con reale coinvolgimento; ma per una loro eventuale pubblicazione Le consiglierei un lavoro di seria revisione. Di certo sarà al corrente delle profonde rivoluzioni occorse nella letteratura del terrore, delle quali modestamente mi considero un artefice; è evidente dalla Sua prosa che Lei si trova alle prime armi nella stesura di un racconto, pertanto se vorrà accettare i miei umili suggerimenti, La saprò guidare volentieri verso un risultato accettabile nell’ottica editoriale di Weird Tales. Sono molto felice di lavorare per Lei; mi dispaccio soltanto di dover rinunciare ad una collaborazione: i miei racconti chiedono a gran voce di essere scritti!
Sinceramente suo
H.P.L.
Il nastrino celeste
«Aiuto, aiutatemi, presto venite, là, lassù vicino al torrente, è là, c’è un corpo!»
Queste sono le parole che pochi testimoni sentirono un pomeriggio, verso l’imbrunire. Chi parlava era un pastore che aveva abbandonato il suo gregge al pascolo ed era corso giù al villaggio a dare la notizia. (Sottolinei che era un villaggio puritano del New England; Le allego una cartina della regione per dimostrarLe che la zona più coerente con lo svolgimento dei fatti è tra Dunwich1 e la Miskatonic University) Aveva trovato un corpo vicino al torrente. Forse era la fine del mistero. Pochi giorni prima, Amy, la figlia del carpentiere, era sparita. L’ultimo a vederla era stato il padre, che l’aveva mandata dal nonno per portargli una coperta. Ma il nonno non aveva mai visto arrivare la nipotina. Il giorno dopo il sindaco organizzò due squadre di volontari per le ricerche della bimba: una andò verso i monti, l’altra nelle campagne vicine al villaggio. Naturalmente tutti credevano che la bambina fosse stata rapita e molti immaginavano la fine che avrebbe fatto. Per tre giorni comunque si alternarono uomini aiutati da cani, con nessun risultato, nonostante gli sforzi di tutti. (In realtà alcuni anni prima c’erano state altre misteriose sparizioni: crei un precedente da far accapponare la pelle.)
In quei giorni allora tutto il villaggio si ricordò di quel vagabondo visto in paese il giorno della scomparsa e mai più rivisto. (Ma questo vagabondo lasciava per caso delle strane impronte? O un pessimo odore? Magari aveva dei vestiti ben tagliati che potevano nascondere una forma non umana… Le sciorino un po’ di temi che vanno per la maggiore nella nuova letteratura, poi Lei scelga liberamente) Tutti erano sicuri della sua colpevolezza, ma dove cercarlo? (Lei mandi a cercare il personaggio dello scienziato, dalla sicura fede nella ragione pura; meglio se con un aiutante, così poi quest’ultimo ci rimette la vita ma rimane un testimone a narrare la storia)
Quando quel pastore diede la notizia si ebbe quasi un senso di alleggerimento, poiché nessuno si aspettava qualcosa di diverso. I genitori riconobbero subito la figlia: aveva un neo sull’alluce sinistro e lunghi capelli rossi, segni inconfondibili. I suoi capelli, solitamente legati con un nastrino celeste che risaltava molto, ora erano sciolti e del nastrino nessuna traccia, ovviamente era stato preso dall’assassino, dato che non fu trovato nei dintorni.
Dopo il funerale si cercò il pastore per ottenere quante più informazioni possibili. Incredibilmente anche lui era sparito. Si temeva che l’assassino avesse colpito ancora. Poi si venne a sapere che quel pastore aveva perso il proprio figlio nella stessa maniera. (La famiglia del pastore praticava un culto antichissimo, che risaliva agli indiani e vieppiù, alle origini di civiltà remotissime; Le passo un po’ di formule che utilizzo sempre io: es. y’aing’ngah, h’ee-l’geb f’ai throdog uaah trogthrod aì f zhro, ecc…)
La paura si sommava alla paura, la tensione cresceva sempre più, i nervi crollavano. (Ma allo scienziato no, egli credeva saldamente nella razionalità… Metta il Necronomicon2 sotto il naso a questo sprovveduto: ve n’è un’ottima copia alla Miskatonic University)
Poi un giorno nel villaggio arrivò il cane del pastore. (Aggiunga pure senza tema che si udì un fetore inspiegabile al suo passaggio, e molte altre persone scomparvero nei dintorni) Alcuni pensavano che poiché il cane era solo, significava che il suo padrone era stato ucciso; altri dicevano invece che seguendo il cane sarebbero arrivati all’uomo che cercavano. Allora finalmente si accorsero e capirono quello che fino a quel momento era restato celato ai loro occhi: il cane aveva al collo, come lo aveva prima del ritrovamento del corpo di Amy, il nastrino celeste!
(A questo punto si potrebbe pensare che questo cane guardando bene le sue impronte non sia veramente un cane, ma una creatura appartenente all’oscuro ordine di Dagon3, oppure un’incarnazione egli stesso del terribile e putrido Yog-Sothoth. Ovviamente è la Cosa venerata dagli esseri simili a cani che ha ordinato questo orribile delitto; solo uno scrittore dozzinale potrebbe immaginare che l’assassino sia il pastore! Grazie a Dio non mi risulta che siano ridotti a pubblicare roba simile su Weird Tales…)
1 The Dunwich Horror, L’orrore di Dunwich, HPL.
2 History Of The Necronomicon, Storia del Necronomicon, HPL.
3 Dagon, Dagon, HPL.
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