Nasce a Boston. I suoi genitori sono entrambi attori di teatro. A due anni perde la madre ed è abbandonato dal padre, che morirà poco dopo. Viene allora accolto nella famiglia Allan, ma non verrà mai adottato.
Nel 1815 si trasferisce con gli Allan in Inghilterra, dove compie i primi studi. Tornato nel 1820 negli Stati Uniti, a Richmond, si iscriverà all’Università (dove studia Lingue antiche e moderne) all’inizio del 1826, ma, alla fine dell’anno, nonostante gli ottimi risultati, ne sarà allontanato per gli eccessi alcolici e i debiti di gioco.
Nel 1827 pubblica (a sue spese) il primo libretto di versi “Tamerlane and Other Poems by a Bostonian”, ma senza successo. A causa del contrasto col patrigno John Allan, si sposta allora a Boston, arruolandosi nell’esercito, ma, nel 1829, dopo la morte di Mrs Allan, riuscirà ad interrompere il servizio militare, con l’aiuto del patrigno.
Si trasferisce a Baltimora, dalla zia Mary Clemm (che lo manterrà per tutta la vita), e pubblica una nuova raccolta di versi.
Nel 1830 entra all’Accademia militare di West Point, da cui però sarà espulso l’anno successivo. Si sposta a New York, poi ancora a Baltimora presso la zia e comincia a pubblicare i primi racconti.
È nel 1835, vincendo un premio col racconto “MS Found in a Bottle”, che comincia una più vivace attività letteraria. Inizia anche un’attività giornalistica più regolare (sebbene scarsamente retribuita).
Dopo vari amori giovanili, mal corrisposti o contrastati da John Allan (nel frattempo morto nel 1834, senza lasciargli nulla in eredità), in quello stesso anno sposa Virginia Clemm, la cugina quattordicenne.
Da questo momento scrive la maggior e miglior parte della sua produzione letteraria, raccolta in diversi volumi di racconti e poesie e si afferma come critico letterario; diventerà redattore del Graham’s Magazine e, terminata questa esperienza, tenterà di dar vita ad una nuova rivista (che per alcuni anni continuerà le pubblicazioni).
In questi anni, di precarie condizioni finanziarie, di continui spostamenti tra New York, Philadelphia e Baltimora, a fasi alterne è dedito all’alcool e alle droghe e colleziona continui debiti di gioco.
Nel 1845 giunge la notorietà con la poesia “The Raven”.
Due anni dopo, all’inizio del 1847, muore la moglie Virginia e Poe ne esce distrutto e malato.
Nei due anni seguenti, oltre al lavoro che lo porterà in ogni parte degli Stati Uniti per tenere numerose conferenze, avrà relazioni con alcune donne e, con una di queste, fisserà una data di matrimonio.
Ma viene trovato in stato di incoscienza in una locanda di Baltimora, una decina di giorni prima della data fissata. Ricoverato all’ospedale muore di delirium tremens a soli quarant’anni. Le circostanze riguardanti la sua morte, però, non sono mai state del tutto chiarite, tanto che molti avanzano spiegazioni più “complottiste”.
Edgar Allan Poe è sicuramente ricordato per la poesia “Il Corvo”, ma soprattutto per numerosi racconti, la maggior parte nel campo della narrativa del terrore.
Vanno sicuramente ricordati, e letti:
“Berenice”; “Morella”; “Ligeia”; “Il crollo della casa degli Usher”; “William Wilson”; “Eleonora”; “Il ritratto ovale”; “Il pozzo e il pendolo”; “Il cuore rivelatore”; “Il gatto nero”; “La sepoltura prematura”; “La verità sul caso di Mr. Valdemar”; “Il barile di Amontillado”; “Hop-Frog”.
Oltre a questi ha scritto anche numerosi racconti di genere grottesco e fantastico.
È considerato l’inventore della narrativa poliziesca, grazie ai racconti “I delitti della Rue Morgue”, “Il mistero di Marie Roget”, “Lo scarabeo d’oro”, “La lettera rubata” e il maestro della narrativa dell’orrore psicologico. Non sono più i fantasmi e gli scricchiolii a generare la paura, nei suoi racconti, bensì la presentazione dell’orrore e del male che può essere presente nell’animo umano. Nell’età del pieno razionalismo ecco che Poe è colui che lo applica anche alla narrativa del terrore. Ogni suo racconto, ogni azione dei suoi personaggi, è ben congegnato e pensato, non è il sovrannaturale a far da protagonista bensì l’animo umano, nella sua parte corrotta, malvagia o perversa.
Le informazioni biografiche sono tratte da:
E. A. Poe, Racconti, coll "I grandi libri", Garzanti 1988.
–, Opere scelte, coll. "I Meridiani", Mondadori 1971.
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