Peccati (4)

Biancaneve mangia la mela e muore. Eva mangia la mela e muore. In ogni pagina de “La mela e altri peccati poco originali”, i personaggi addentano un poco la propria mela personale, e muoiono. Alcuni se ne accorgono, altri no. Come capita a ciascuno di noi. Ogni giorno.

Peccati (3)

Il male si propaga così, per contatto. Il male, che per cabalistico caso è anagramma di mela, è un’esperienza primordiale per l’uomo. Ma la prima esperienza, vogliamo sperare, è la presenza di un’altra persona. Il sentirsi toccati da essa.

Peccati (2)

Che cos’è il peccato? Alcune scelte ci allontanano da noi stessi, da ciò che ci serve per essere pieni, per avvertire quella sazietà che è autentica pace. E allora vivere diventa un correre continuo, un caotico e casuale vorticare di molecole che finiscono per sbattersi addosso, interagire, magari disintegrarsi a vicenda. È quello che chiamiamo “incontri”.

Peccati

Per capire i peccati degli altri, un minimo bisogna averli vissuti. Per perdonarli, averli commessi (o corporeamente conosciuti). Il resto è attesa. Attesa di una qualche bellezza che resista, probabilmente. Nell’ambiguità del limite. Nel carattere storico e incarnato che è l’unica condizione possibile di salvezza per un essere umano.